Si ringrazia Eleonora (howard@iol.it) per l'impaginazione.
DA "LA STAMPA" DEL 13 MARZO 1997
UN POOL D'INGEGNERI E' STATO INCARICATO DI CONTROLLARE TUTTI GLI APPARECCHI
PORTATILI
"MISURATE LE RADIAZIONI DEI CELLULARI"
IL PRETORE:SONO PERICOLOSI O NO?
I telefonini cellulari o almeno il loro uso intensivo possono provocare
danni alla salute? Per rispondere a un interrogativo che ha gia' creato
forti polemiche il procuratore aggiunto Raffaele Guarinniello ha aperto
un'inchiesta e incaricato un pool di ingegneri di misurare le radiazioni
prodotte dai vari tipi di apparecchi portatili. In Italia non vi sono centri
di ricerca attrezzati per un tale obbiettivo. Ci si e' dovuti rivolgere
all'estero. "Non si vuole suscitare allarme sociale ,ma approfondire i
dubbi per capire se e come fare prevenzione",ripete il megistrato in casi
come questo.
Il problema si pone in questi termini:quando si utilizza un cellulare,
si forma il numero di chi si vuol chiamare e poi si accosta l'apparecchio
a una tempia. Un gesto usuale,praticamente automatico. Ma,nel compierlo,
si provoca l'assorbimento da parte del nostro cervello di una parte dell'energia
irradiata (fra il 30 ed il 50 per cento,secondo l'Istituto Superiore di
Sanita'). Trattandosi di radiazioni elettromagnetiche che trasportano il
segnale verso il piu' vicino ripetitore , si vuol capire se con l'uso prolungato
nel tempo dei cellulari sono destinate a provocare danni ad organi-bersaglio,in
particolare all'ipofisi. Su questa ipotesi e' nata l'indagine.
Nel fascicolo del magistrato vi sono anche relazioni rassicuranti.
Come quella di Paolo Vecchia sui "rischi per la salute connessi all'uso
dei telefoni cellulari",pubblicata sul Notiziario dell'Istituto Superiore
di Sanita'. L'autore considera le modalita' di impiego dei cellulari,descrive
il processo di assorbimento da parte del cervello delle radiazioni prodotte
come analogo, data la frequenza utilizzata,al meccanismo di funzionamento
di un forno a microonde. Il riscaldamento corporeo che ne consegue,accellerato
dalla presenza di acqua nel tessuto biologico,rappresenta un rischio per
la salute. Ma sulla base degli studi a sua conoscenza - che non indica-
Vecchia afferma che "l'entita' dell'assorbimento e' tale da non dar luogo
in alcun punto ad aumenti significativi della temperatura. Anche senza
tener conto della rimozione del calore da parte del sangue, particolarmente
efficiente in tessuti molto vascolarizzati come quelli celebrali".
I cellulari ed i ripetitori installati nelle citta' per raccoglierne
e rilanciarne i segnali sono da assolvere anche in presenza di studi internazionali
che segnalano rischi per la salute dovuti all'esposizione a campi elettromagnetici
di frequenze basse? Per Vecchia non vi sono dubbi:"La ricerca epidemiologica
ha evidenziato un'associazione fra alcune forme di tumore e l'esposizione
a campi magnetici a frequenza industriale (50Hz),in particolare genrati
da linee ad alta tensione, ma l'enorme differenza in frequenza fra questi
e la radiazione emessa dai telefonini cellulari non permette alcuna comparazione".
La sua conclusione e' che si debba piuttosto ricorrere al buonsenso
(utilizzare il cellulare estraendone ogni volta l'antenna, in caso contrario
l'assorbimento di radiazioni aumenta di molto) e ai controlli sui nuovi
modelli allo scopo di certificare l'"innocuita'" per la salute. "Come si
puo' arrivare a conclusioni cosi' certe?" contesta Angelo Tartaglia, docente
di Fisica Generale al Politecnico. "Non mi stupirei se i telefoni cellulari
non fossero del tutto innocui,viste le caratteristiche del loro funzionamento".
Che vuol dire? "Trasmettono onde elettromagnetiche della frequenza di 900
milioni di hertz che vengono assorbite in modo marcato dai tessuti biologici.
Detto questo,gli effetti sinora riscontrati e tuttora ipotizzabili sono
deboli. Ma perche' non mettere in conto misure a carattere preventivo?
Piu' che la certificazione di innocuita' degli apparecchi in via di commercializzazione,
penserei a soluzioni tecniche che consentissero di usare i cellualri mantenendoli
a una maggiore distanza dal cervell, il nostro organo piu' sensibile alle
radiazioni. Basterebbero un microfono e un auricolare collegati all'apparecchio
da portare in tasca o appeso alla cintola".
Il dibattito scientifico e le grandi ricerche epidemiologiche sono
solo ai primi passi
ALBERTO GAINO
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